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19 set 2007

L’etica del sentire. Abbozzo di una teoria (R. De Monticelli)

"Questo abbozzo è basato su alcune parti, qui liberamente riprodotte, richiamate o riassunte – de L’ordine del cuore – Etica e teoria del sentire, Garzanti, Milano, febbraio 2003. Ringraziamo l’Editore per il gentile permesso di utilizzare in questa sede parti del testo a stampa.
Il «sentire» di cui questa teoria si occupa è definito come la componente fondamentale dell’affettività e dei suoi numerosi, diversissimi fenomeni – di tutti i diversi «affetti», dalle infinite sfumature affettive della percezione sensoriale alla vicenda degli stati d’animo, dagli umori alle emozioni, dai sentimenti alle passioni. Una teoria del sentire è dunque in primo luogo una teoria degli affetti, che cerca di rispondere a due esigenze complessivamente, così mi è parso, ignorate, in questo campo, dalla letteratura filosofica più corrente: in primo luogo la distinzione e la descrizione di fenomeni così diversi come sono i diversi tipi di affetti, e in secondo luogo l’ordine di una visione d’insieme. Questa teoria si presenta come parte di una personologia o teoria di ciò che noi siamo, ancora in costruzione: e in particolare come la parte che verte sul problema dell’identità personale, pur senza esaurirlo. Essa ci avvicina forse a una miglior comprensione di quell’aspetto della nostra identità personale che è la nostra identità morale, e del fenomeno più caratteristico e forse più importante della nostra vita: quello della maturazione affettiva, delle sue condizioni, dei suoi modi e dei suoi fallimenti.


Tutto l'articolo su: http://www.swif.uniba.it/lei/swifdisc/demonticelli/testoseminario.htm#A

Etica degli affetti? (F. Botturi)

Impossibilità del legame?

Quale destino o quale malattia - ci si può (o ci si deve?) domandare - è quella per cui oggi diffusamente gli affetti non sembrano capaci di generare legami (contraddicendo mortalmente la propria intrinseca relazionalità e quindi sporgendosi verso la propria autodistruzione) oppure i legami una volta generati tendono a diventare insopportabili, fino all’implosione o alla deflagrazione?
Uno spesso velo ideologico cerca di normalizzare tutto ciò, rappresentando questi processi come forme (pur costose) di una raggiunta libertà. Ma è difficile negare l’evidenza di una sofferenza diffusa e di una frustrazione ripetuta da parte di vite senza fisionomia affettiva definita, senza progettualità in crescita, senza fecondità generazionale. In breve, senza storia. Sembra prevalere, nell’effettività biografica dei singoli e nell’immaginario collettivo l’episodicità affettiva come regola e l’assenza della “storia d’amore”. D’altra parte, la situazione è inquieta, anche in forme curiosamente contraddittorie, come avviene tutte le volte che -- si vedano i diffusi talk-show televisivi sull’argomento -- si pratica e si teorizza la più sbrigliata libertà affettiva (cioè la spontaneità narcisistica) e poi si imbastiscono risentiti processi moralistici contro l’egoismo, la volubilità, il tradimento nelle relazioni di coppia.


Leggi tutto l'articolo su: http://www.dif.unige.it/risorse/CON/botturi.doc

Amarsi non è solo "stare insieme" (A. Bertoni)

Bisognerebbe sfatare con decisione il mito romantico del legame (solo) emotivo permanente. Si tratta, invece, di un valore, ovvero "qualcosa che vale" verso il quale i coniugi possono mostrare la propria fedeltà e azioni di cura perché questo duri nel tempo.
La relazione di coppia, pur largamente desiderata, si presenta come legame fragile e potenzialmente scioglibile. La separazione è una realtà crescente che caratterizza la fine di molti matrimoni, ma addirittura viene "messa in conto" ancora prima.


continua

Adolescenza: "slegami" in libertà (G. Gillini)

Contatti, esclusività e contagio: queste proprietà predominano nei gruppi e nelle compagnie di ragazzi. Se essi tendono a allontanare i genitori, tuttavia, sarebbe auspicabile la presenza di un ragazzo più grande. Lo stare insieme non sia una regressione ma una opportunità per crescere.
C’è qualcosa che accomuna ogni percorso adolescenziale: ed è il tentativo di svincolo dalla famiglia naturale. Svincolo più o meno traumatico, ma sempre difficile, perché mette in discussione aspetti familiari assodati, il già noto, i giochi fatti.


Per vedere tutto l'articolo: Famiglia oggi (gennaio 2007)

Bauman Zygmunt

"La solitudine genera insicurezza, ma altrettanto fa la relazione sentimentale. In una relazione, puoi sentirti insicuro quanto saresti senza di essa, o anche peggio. Cambiano solo i nomi che dai alla tua ansia". I protagonisti di questo libro sono gli uomini e le donne nostri contemporanei, che anelano la sicurezza dell'aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno. Eppure sono gli stessi che hanno paura di restare impigliati in relazioni stabili e temono che un legame stretto comporti oneri che non vogliono né pensano di poter sopportare.

(da Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, di B. Zygmunt, LATERZA 2006, 5a ed.)

Benedetto XVI

Nel più intimo del cuore ogni ragazzo e ogni ragazza, che si affaccia alla vita, coltiva il sogno di un amore che dia senso pieno al proprio avvenire. Per molti questo trova compimento nella scelta del matrimonio e nella formazione di una famiglia dove l’amore tra un uomo e una donna sia vissuto come dono reciproco e fedele, come dono definitivo, suggellato dal "sì" pronunciato davanti a Dio nel giorno del matrimonio, un "sì" per tutta l’esistenza. So bene che questo sogno è oggi sempre meno facile da realizzare. Attorno a noi quanti fallimenti dell’amore! Quante coppie chinano la testa, si arrendono e si separano! Quante famiglie vanno in frantumi! Quanti ragazzi, anche tra voi, hanno visto la separazione e il divorzio dei loro genitori! A chi si trova in così delicate e complesse situazioni vorrei dire questa sera: la Madre di Dio, la Comunità dei credenti, il Papa vi sono accanto e pregano perché la crisi che segna le famiglie del nostro tempo non diventi un fallimento irreversibile. (Benedetto XVI, Loreto 1 settembre 2007)